Presentazione del Servizio al Patto di Stabilità
Settembre 2012


Alla c.se att.ne Ufficio Ragioneria

Secondo la legge del 12 novembre 2011 n.183 (articolo 31, comma 1), dal 2013 verrà estesa la platea dei soggetti obbligati al rispetto del Patto di Stabilità Interno ai Comuni con popolazione superiore ai 1000 abitanti.

In virtù di tale nuovo e delicato adempimento, la C&C Sistemi propone un servizio di supporto ed attiva collaborazione con l'ente per:

  • Fase previsionale: definizione degli obiettivi programmatici con verifica e sistemazione del bilancio di previsione al fine del rispetto del patto.
  • Fase ordinaria: monitoraggio del patto in tutte le fasi con estrazione, analisi e calcolo del patto con scadenza periodica. 
  • La Consulenza rivolta al raggiungimento degli obiettivi fissati.

Per qualsiasi chiarimento od ulteriore informazione in merito alla presente si prega di inviare una email a commerciale@cecsistemi.it o telefonare allo 0183 290823.

Patto di stabilità interno


 Il Patto di Stabilità Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilitù e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e rapporto Debito pubblico delle AA.PP./P.I.L. convergente verso il 60%).
L'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione (P.A.) costituisce, quindi, il parametro principale da controllare, ai fini del rispetto dei criteri di convergenza e la causa di formazione dello stock di debito.
L'indebitamento netto è definito come il saldo fra entrate e spese finali, al netto delle operazioni finanziarie (riscossione e concessioni crediti, partecipazioni e conferimenti, anticipazioni), desunte dal conto economico della P.A., preparato dall'ISTAT.
Un obiettivo primario delle regole fiscali che costituiscono il Patto di stabilità interno è proprio il controllo dell'indebitamento netto degli enti territoriali (regioni e enti locali).
Il Patto di Stabilità e Crescita ha fissato dunque i confini in termini di programmazione, risultati e azioni di risanamento all'interno dei quali i Paesi membri possono muoversi autonomamente. Nel corso degli anni, ciascuno dei Paesi membri della UE ha implementato internamente il Patto di Stabilità e Crescita seguendo criteri e regole proprie, in accordo con la normativa interna inerente la gestione delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.
Dal 1999 ad oggi l'Italia ha formulato il proprio Patto di stabilità interno esprimendo gli obiettivi programmatici per gli enti territoriali ed i corrispondenti risultati ogni anno in modi differenti, alternando principalmente diverse configurazioni di saldi finanziari a misure sulla spesa per poi tornare agli stessi saldi.
La definizione delle regole del patto di stabilità interno avviene durante la predisposizione ed approvazione della manovra di finanza pubblica; momento in cui si analizzano le previsioni sull'andamento della finanza pubblica e si decide l'entità delle misure correttive da porre in atto per l'anno successivo e la tipologia delle stesse.

 


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